Benvenuti nella nostra guida all’acquisto che vi aiuterà a decidere quale ripetitore Wi-Fi scegliere per migliorare la rete di casa vostra o del vostro ufficio. Partiamo subito dalle basi.
I migliori ripetitori Wi-Fi
Come funziona un ripetitore Wi-Fi
Il funzionamento di un ripetitore è abbastanza semplice. Questa periferica si connette al router come un qualunque altro dispositivo, ne riceve il segnale e lo amplifica, permettendo così anche ad altri device di collegarsi alla rete anche in punti che non sono normalmente raggiunti dal router.
In alternativa al ripetitore ci sono le powerline, che per estendere la Wi-Fi sfruttano i cavi della rete elettrica, anziché cavi di rete o segnali radio. Se pensate una powerline possa essere una soluzione migliore per voi, consultate la nostra guida all’acquisto dedicata:
Come scegliere una powerline
Design
Al di là delle componenti elettroniche, l’involucro esterno dei ripetitori Wi-Fi è sempre in plastica e sono dello stesso materiale anche le antenne. Quello che cambia sono ovviamente il design e le dimensioni del ripetitore Wi-Fi, che può essere sostanzialmente di due tipologie:
- Modelli più semplici, compatti ed economici, che si possono attaccare direttamente a una presa di corrente;
- Modelli più complessi, che ricordano nell’aspetto un router o modem Wi-Fi, e sono dunque più ingombranti e devono essere installati su un ripiano o fissati alla parete.
Fatte queste necessarie premesse, procediamo a trattare gli aspetti fondamentali da considerare per scegliere quale ripetitore Wi-Fi comprare.
Quale standard Wi-Fi può avere un ripetitore?
Quando si vuole acquistare un ripetitore Wi-Fi per migliorare la copertura del router è fondamentale come primo passo verificare proprio a che standard Wi-Fi sia aggiornato il router stesso. Questo è particolarmente importante poiché, se lo standard del vostro router non è supportato anche dal ripetitore di vostra scelta, i due dispositivi non riusciranno a dialogare tra di loro allo stesso livello e avrete fatto un acquisto inutile.

Allo stesso modo, se nella vostra casa avete già adottato un modem router aggiornato all’ultimo standard, il Wi-Fi 6 (802.11ax), sarà necessario che anche i vostri ripetitori adottino l’ultima tecnologia. In questo caso, però, viste le potenzialità di questo nuovo standard, potreste optare anche per un kit mesh: vediamo in una tabella i pro e i contro delle due soluzioni.
Rete Mesh | Rete tradizionale | |
---|---|---|
Gerarchia | N erogatori cooperanti |
Router erogatore + N ripetitori |
Architettura | 1 rete (1 SSID) |
N reti (N SSID) |
Accesso | Automatico dal punto più potente |
Manuale dal ripetitore più potente |
Router scollegato | Collegamento ad altro punto | Disattivazione della rete |

Compatibilità con il modem router
Allo stesso modo è importante acquistare un ripetitore Wi-Fi che riceva e trasmetta dati sulle stesse frequenze utilizzate dal router. Le frequenze utilizzate dipendono sempre dagli standard Wi-Fi supportati, per cui anche in questo caso con un ripetitore universale sarete già sicuri di avere un apparecchio compatibile. Se il vostro router ad esempio è Dual Band, e sfrutta dunque sia la banda dei 2,4, sia quella dei 5 GHz, sarà necessario che anche il ripetitore Wi-Fi sia Dual Band, pena la perdita di una delle due frequenze, solitamente quella più veloce da 5 GHz.

Velocità di trasferimento dati
Infine, dovete considerare anche la velocità di trasferimento dati complessiva di un ripetitore Wi-Fi. Dobbiamo subito precisare alcune cose: innanzitutto (discorso che vale anche per i router e modem router Wi-Fi) la velocità complessiva che troverete indicata tra le specifiche tecniche di un ripetitore Wi-Fi non corrisponde alla velocità di trasferimento dati massima che il dispositivo può raggiungere. Questo dipende dal fatto che la velocità dichiarata dai produttori indica piuttosto il volume di dati complessivo che un ripetitore può gestire simultaneamente, sfruttando le frequenze che ha a disposizione e in base agli standard Wi-Fi che supporta. Per questo, ad esempio, su un ripetitore Dual o Tri Band troverete indicato il volume di traffico sostenibile per ciascuna frequenza, che sommati danno la velocità complessiva.

Non dimentichiamo poi che il punto in cui si installa il ripetitore Wi-Fi è fondamentale ai fini di una corretta e soddisfacente estensione del segnale: dovete tenere presente infatti che il ripetitore raccoglie e ritrasmette il segnale così come lo riceve. Vale a dire che, se collocate il vostro ripetitore in un’area della casa in cui il segnale del router è già molto debole, quello che l’amplificatore Wi-Fi trasmetterà sarà a sua volta un segnale debole. Per questo l’ideale è installare i ripetitori Wi-Fi in un’area in cui il segnale del router sia almeno di media potenza.
Quali funzioni può avere un ricevitore Wi-Fi?
In secondo luogo è opportuno considerare le funzioni di cui un ripetitore Wi-Fi è dotato, poiché queste si possono rivelare più o meno utili a seconda del tipo di traffico dati che producete e delle caratteristiche della vostra rete domestica. Praticamente tutti i ripetitori Wi-Fi sono dotati di funzione WPS (Wi-Fi Protected Setup), una procedura di connessione semplificata con il router di casa e con i dispositivi senza fili. Per quanto questa funzione faciliti di molto l’installazione di un ripetitore Wi-Fi, la sua sicurezza non è delle migliori, per questo (a meno che non viviate in una zona isolata) vi raccomandiamo di connettere sempre manualmente il dispositivo al router, servendovi del pannello di controllo.
Detto ciò, i ripetitori Wi-Fi possono funzionare in diverse modalità, a seconda del modello e della fascia di prezzo.
Solo ripetitore
I più semplici modelli di ripetitore Wi-Fi sono studiati per svolgere unicamente questo compito: raccogliere via wireless il segnale del router Wi-Fi e ritrasmetterlo sempre via radio, così da ampliarne la portata. Questo tipo di amplificatore del segnale Wi-Fi è solitamente molto piccolo ed economico e si può installare semplicemente infilandolo direttamente in una presa di corrente. La scelta è quella giusta se tutto quello che vi serve è l’estensione della copertura Wi-Fi in casa. In questo caso dovete posizionare il ripetitore dove il segnale Wi-Fi arriva forte e chiaro e non sono richieste grandi competenze. Il nostro consiglio è di prediligere un ripetitore della stessa marca del router.
Tuttavia, un ripetitore consuma una buona porzione della banda a disposizione del router, perché il processo di ricezione e trasmissione dei dati viene di fatto ripetuto due volte, il che comporta che l’effettiva velocità possa venire notevolmente ridotta. Inoltre, a meno che non optiate per una rete mesh, si creeranno due reti con nomi differenti, il che riduce la fluidità di circolazione dei dati. Per questo se avete bisogni più complessi è preferibile usare il ripetitore in modalità Access point.
Access point
Un ripetitore Access point è già più avanzato, perché è capace di creare lui stesso una rete Wi-Fi senza consumare la banda e di gestire il traffico di decine di client. Grazie alla porta LAN la rete wireless può continuare a funzionare anche se il router principale dovesse avere le antenne rotte. Quasi tutti i ripetitori oggi hanno la modalità Access point, che significa “punto di accesso”. Utilizzato in questa modalità, il ripetitore Wi-Fi crea un accesso Wi-Fi alla rete dove questo manca, ad esempio perché i dispositivi situati in una zona sconveniente non riescono a fruire bene della rete.

Bridge
Le funzionalità bridge riguardano la connessione via cavo. La modalità di utilizzo “Bridge“, ovvero “ponte”, si ha quando il ripetitore eroga la connessione via cavo a dispositivi come smart TV o stampanti grazie a una o più porte di rete. I dispositivi così connessi vengono poi allacciati alla rete domestica tramite la connessione dell’amplificatore e diventano così accessibili anche al resto dei dispositivi di rete. Per la verità, il ruolo di Bridge può essere svolto anche in modalità AP, quando l’Access point combina due reti (quella del router e quella nell’area dove il router non arriva) usando la connessione wireless anziché quella via cavo.

Gestione e routing
Il pannello di controllo remoto del ripetitore Wi-Fi può essere molto simile a quello di un modem/router Wi-Fi e può dare accesso a un certo numero di funzioni, in particolare per quanto riguarda la gestione degli accessi alla rete domestica. Quasi sempre, questo tipo di dispositivo permette di visualizzare i dispositivi connessi alla rete. Le possibilità offerte includono normalmente l’inibizione dell’accesso ai dispositivi selezionati e, spesso, la programmazione di un orario di funzionamento dell’amplificatore Wi-Fi.

Quante antenne deve avere un ripetitore Wi-Fi?
Un ulteriore dettaglio cui fare attenzione all’acquisto di un ripetitore Wi-Fi sono le antenne di cui è dotato. Vi raccomandiamo infatti di fare caso a quante esse siano, più di dove le antenne siano collocate, se esternamente all’amplificatore oppure integrate al suo interno.
Ormai le antenne esterne non presentano più i vantaggi di un tempo: grazie alle nuove tecnologie che vengono integrate nella maggior parte dei dispositivi di fascia medio-alta, infatti, la distribuzione del segnale e la trasmissione e ricezione dei dati vengono ottimizzate in modo completamente automatico, senza necessità di orientare manualmente ogni singola antenna.

Mesh Wi-Fi
Sempre più dispositivi oggi riportano sulla confezione la dicitura “Mesh Wi-Fi“, un avanzamento tecnologico importante nelle periferiche di rete i cui benefici, però, non sono ancora chiari a tutti i consumatori. La vera differenza sta nell’efficienza con cui il segnale viene distribuito e gestito da tutti i componenti della rete. Se nelle accoppiate router-ripetitore più datate il ripetitore rischia di rallentare le prestazioni del router perché il segnale wireless viene solo amplificato, una rete mesh pone tutti i dispositivi sullo stesso piano. In questo modo tutti i suoi componenti possono assicurare prestazioni di alto livello, permettendo una diffusione del segnale molto più omogenea. Inoltre, i dispositivi mesh possono anche gestire automaticamente il traffico dati, dando priorità alle operazioni più importanti e assicurando la massima efficienza.
I migliori kit mesh Wi-Fi
Anche se sul mercato sono presenti diversi kit mesh, ormai sono sempre più i ripetitori compatibili con questa tecnologia, che permettono di creare in completa libertà l’impianto che più rispetti le proprie esigenze. Con la rete mesh, inoltre, non ci si deve disconnettere e riconnettere alle reti (con conseguente caduta delle prestazioni) quando si pass da una zona all’altra della casa, perché i dispositivi creano una rete unica continua.
Quali porte ha un ripetitore Wi-Fi?
Un ultimo fattore da considerare prima dell’acquisto sono le porte presenti sul ripetitore Wi-Fi, in particolare se ritenete vi possa servire anche come Bridge.

Porte LAN
Come abbiamo detto, alle porte di rete possono venire collegati dispositivi cablati privi di connettività Wi-Fi integrata, così da introdurli nella rete di casa. Le porte di rete che si possono trovare sui ripetitori Wi-Fi possono essere anche 3 o 4, più o meno veloci. Tipicamente, i modelli economici montano porte Fast Ethernet, dalla velocità di trasferimento massima di 100 Mbps, mentre i modelli di fascia media e alta montano quasi esclusivamente porte Gigabit Ethernet, con velocità fino ai 2,5 Gbps.
Porte USB
Sui modelli di fascia molto alta più complessi è possibile trovare almeno una porta USB. Queste sono utili per l’uso in modalità Bridge per la connessione di dispositivi privi di un connettore Ethernet. È il caso ad esempio di alcune stampanti e degli hard disk esterni che si vogliano condividere in rete.

Come si configura un ripetitore Wi-Fi?
Installare e configurare un ripetitore Wi-Fi è un’operazione semplicissima, che può essere svolta anche da chi non ha assolutamente alcuna esperienza con le periferiche di rete. Ci sono due metodi principali che possono essere seguiti a seconda del modello prescelto e, ovviamente, del router.
Configurazione via cavo
Questo tipo di installazione vale solo per i modelli di ripetitore Wi-Fi che dispongano di almeno una porta LAN. Sarà sufficiente collegare il ripetitore al router (a una presa della corrente) e aprire sul proprio browser un indirizzo dato dal produttore del ripetitore. In alternativa è anche possibile utilizzare gli indirizzi standard http://192.168.1.1 oppure http://192.168.0.1 per poter aprire il pannello di controllo del dispositivo.

Configurazione via WPS
Quella WPS è una tecnologia senza fili che permette di eseguire l’installazione semplicemente premendo un pulsante. Va però ricordato che anche il router deve disporre di questa tecnologia e che il metodo via WPS viene considerato meno sicuro. Quando si attiva la connessione WPS sul proprio router, infatti, anche altri dispositivi vicini potrebbero avere accesso alla rete senza dover chiedere alcun permesso. È comunque una soluzione estremamente semplice e rapida.
Dove va posizionato il ripetitore Wi-Fi?
Una volta completata l’installazione, e dunque il collegamento con il router, sarà possibile spegnere il ripetitore Wi-Fi e posizionarlo nel punto della casa più adatto. Questa operazione può richiedere più tempo del previsto e, sfortunatamente, non esiste una soluzione universale che si adatti perfettamente a tutte le situazioni. Bisogna infatti verificare quali siano gli ostacoli che dividono il router e il ripetitore (come per esempio muri portanti o porte blindate) e considerare di conseguenza la potenza del segnale. In genere i ripetitori dispongono di un indicatore LED che permette di capire dove il segnale abbia una potenza ottimale per la ridistribuzione in altre zone della casa, per cui potrebbe essere necessario fare alcuni tentativi prima di trovare la posizione migliore per il ripetitore.
Si può usare un router come ripetitore Wi-Fi?
Anche se tecnicamente è possibile utilizzare un router secondario per estendere il segnale Wi-Fi, si tratta di un’operazione molto macchinosa e complessa, soprattutto per chi non ha particolare familiarità con la gestione delle periferiche di rete. Esistono diversi tutorial online per eseguire questo processo, ma ricordiamo che possono esserci variazioni a seconda dei modelli che si utilizzano e che è bene mettere mano alla configurazione di un router solo se si ha la certezza di poter correggere facilmente eventuali errori.
Cosa fare se il ripetitore Wi-Fi non funziona?
La prima cosa da fare è controllare che il modem-router a cui il ripetitore è collegato funzioni.
Controllate che tutti i cavi siano ben inseriti nelle prese: se dal controllo risulta tutto a posto, guida ufficiale alla mano, verificate lo stato dei LED del dispositivo. Questi vi segnaleranno se l’alimentazione elettrica è a posto, se il collegamento con il router è stabile, se il problema è del segnale Wi-Fi.
Nel caso ci siano collegamenti via LAN, se altri altri cavi uguali (anche in prestito dai vicini di casa) potete verificare che il cavo di rete non sia rotto.
Se tutti questi controlli sono andati a buon fine, provate a riavviare il ripetitore e a ri-eseguire la procedura di collegamento al router, così come indicata nelle istruzioni.