Come scegliere il monitor: guida 2025

Come scegliere il monitor: guida 2025

A cosa serve il monitor?

Un monitor permette di riprodurre i contenuti di PC, smartphone, eccetera su uno schermo che sia studiato per darci il massimo confort, in modo da non affaticare la vista, o, nel caso dei monitor touchscreen, gli arti.

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Si può mettere un monitor al posto della TV?

Certo, ma in quel caso dovrete trovare il modo di organizzare un “cuore” che si occupi della riproduzione dei contenuti. Infatti, i monitor sono terminali stupidi, non dotati di CPU e funzioni smart TV. Potreste comprare un mini PC collegato a Internet, o decidere di usare il vostro notebook o lo smartphone. In ogni caso, persino le smart TV hanno delle diagonali maggiori, dall’effetto più coinvolgente. Ha quindi più senso comprare una smart TV LED da usare come monitor PC.

Come si sceglie un monitor?

I parametri da guardare sono la struttura fisica, quindi il design; la qualità dello schermo, che dipende da diversi fattori; la capacità di mostrare dei contenuti con fluidità, senza scatti; la dotazione di porte, per il collegamento di input/output audio e video.

Cosa guardare nel design?

La struttura e le dimensioni sono elementi di fondamentale importanza nella scelta di un monitor: una delle prime considerazioni che farete sarà senz’altro dove sarà collocato e quanto grande potrà essere, valutando gli spazi che avete a disposizione. Questo vale in particolare per i monitor pensati per occupare una postazione fissa in casa o in ufficio, mentre chi cerca maggiore versatilità potrà orientarsi verso monitor touchscreen portatili.

Monitor regolazione
In questo paragrafo ci concentreremo soprattutto su quei fattori strutturali che possono avere un impatto decisivo sul vostro comfort o sul vostro arredo, e meno sul dato delle dimensioni pure: dovete infatti tenere presente che i produttori offrono molto spesso una gamma di dimensioni diverse per lo stesso modello, e potete quindi tenere le dimensioni in pollici dello schermo come fattore secondario nella vostra scelta. Vediamo allora quali sono i fattori strutturali da tenere in considerazione.

Regolazione della base per l’ergonomia

Verificate quali aggiustamenti sono possibili sul monitor che state considerando, e accertatevi che renda possibili gli spostamenti e le regolazioni che desiderate: alcuni modelli sono fissi, vale a dire che non consentono alcuna regolazione, altri permettono di modificare sia l’altezza che l’inclinazione, mentre altri ancora, più rari, permettono anche la rotazione su due assi: questi monitor possono venire girati di 180° sulla base, e orientati orizzontalmente o verticalmente.

Attacco VESA per il montaggio a parete

Per attacco VESA s’intende la predisposizione o meno del monitor a venire fissato anche a supporti diversi dalla base. L’attacco consiste in un pannello con fori posti a una distanza standardizzata e universale che ne permettono l’aggancio a un vasto numero di supporti meccanici, come bracci pieghevoli, oppure fissi, ad esempio supporti per l’applicazione a muro.

Monitor attacco VESA
Chiaramente, se volete che il vostro monitor possa venire attaccato anche a tali supporti, la presenza di un attacco VESA è un fattore imprescindibile.

Accorgimenti per la salute degli occhi

Per finitura s’intende il tipo di pannello utilizzato, che può essere antiriflesso oppure lucido. Il criterio in base al quale scegliere tra l’uno o l’altro è del tutto soggettivo, e dovrebbe dipendere dal tipo di utilizzo che intendete fare del monitor.
Se scegliete un monitor per una postazione di studio o lavoro, che solo saltuariamente utilizzate anche per giocare o per guardare film e serie TV, allora la scelta migliore sarebbe quella di un pannello antiriflesso, riposante per gli occhi qualunque sia il tipo di illuminazione dell’ambiente.
Se invece il monitor sarà destinato ad una postazione di intrattenimento, con cui giocate, guardate film e serie TV, la scelta migliore è quella di un monitor lucido, in particolare se tenete le luci basse durante l’uso: la finitura lucida infatti contribuisce ad una resa cromatica più brillante e vibrante, rispetto ai monitor antiriflesso che tendono ad avere un effetto leggermente opacizzante.

Come si valuta la qualità dello schermo?

Ci sono tanti tipi di monitor e il fattore relativo alla tecnologia del pannello è decisivo per quanto riguarda le prestazioni. Diciamo subito che non tutte le tecnologie disponibili per i televisori sono indicate per i monitor da computer: per esempio i display al plasma o quelli OLED non sono indicati per via del fenomeno “burn in” a cui sono soggetti (quando un’immagine viene visualizzata per molto tempo, i materiali utilizzati per la realizzazione di questi pannelli tendono a deteriorarsi, facendo sì che una copia sbiadita di quella stessa immagine rimanga impressa sullo schermo).

Monitor tecnologia video
Lo standard per i moderni monitor è quello della tecnologia a cristalli liquidi (abbreviata in LCD, Liquid Crystal Display) con retroilluminazione a LED. Nei prossimi paragrafi vedremo come orientarci nella scelta della tecnologia più indicata per ciascuna esigenza.

Display LCD TN (Twisted Nematic)

Questo tipo di tecnologia rappresenta uno standard diffuso e affermato fin dagli anni ‘80, e rappresenta quindi la generazione più anziana dal punto di vista tecnico. Non si può ancora dire che sia una tecnologia in corso di obsolescenza, perché ha pregi tali da renderla ancora interessante per alcuni utilizzi specifici. Vediamone le caratteristiche principali:

  • Frequenza di aggiornamento fino a 144 Hz
  • Tempi di risposta velocissimi, 1 ms
  • Alta luminosità
  • Alto contrasto
  • Consumi bassi
  • Costi bassi
  • Angolo di visione inferiore
  • Meno colori (16,7 milioni)

Un monitor LCD TN non è mai una scelta sbagliata per un utilizzo generico, che spazi dalla navigazione web, al lavoro sui maggiori software per la produttività, alla visione di film e serie TV. Rappresenta una scelta eccellente per il gioco, grazie all’elevata frequenza di aggiornamento dell’immagine e ai tempi di risposta rapidissimi.

Display LCD IPS (In Plane Switching)

Questa tecnologia è più recente rispetto a quella TN che abbiamo visto sopra, e soffre ancora di alcuni problemi che ne rallentano l’affermazione come nuovo standard.

Monitor IPS
Va però detto che i progressi tecnologici sono in corso, e sono già disponibili modelli “Super IPS”, o S-IPS, che risolvono buona parte degli inconvenienti della prima generazione di questi monitor. Vediamo alcuni dati relativi a questa tecnologia:

  • Frequenza di aggiornamento di 60 Hz
  • Tempi di risposta di 5 ms
  • Alto contrasto
  • Alta luminosità
  • Consumi più elevati
  • Costi più elevati
  • Angolo di visione molto ampio (178°)
  • Gamma colori più estesa (1,07 miliardi di colori)

La scelta di un monitor LCD IPS, dal punto di vista della performance, non è consigliabile in modo particolare a chi cerca un monitor su cui giocare, a causa della frequenza di aggiornamento e dei tempi di risposta maggiori rispetto a un monitor TN. Per tutti gli altri usi, e al netto dei costi e dei consumi sensibilmente superiori, la scelta è ottima. L’ambito di eccellenza è, in particolare, quello della visualizzazione di video, film, serie TV, per la qualità cromatica e l’ampio angolo visuale. Per lo stesso motivo un monitor IPS rappresenta la scelta preferita di chi lavora con programmi di grafica professionale.

Risoluzione

Il fattore risoluzione è importante relativamente all’uso cui il monitor è destinato. Mentre la risoluzione Full HD, a 1920 x 1080 pixel, sta diventando sempre più uno standard per i monitor di ultima generazione, è ancora possibile trovare modelli a risoluzione inferiore, ma soprattutto sono disponibili modelli a risoluzioni ancora più elevate.

Monitor risoluzione
Attenzione, però: più alta la risoluzione, più grande diventa il display, tenetelo presente nell’effettuare la scelta. Vediamo indicativamente di che misure si tratta:

  • 1920 x 1080 pixel (Full HD), dai 22 ai 27”
  • 2560 x 1440 pixel (Quad HD), minimo 27”
  • 3840 x 2160 pixel (Ultra HD), minimo 30”

Per l’utente medio, un monitor Full HD è sufficiente a garantire una buona esperienza visiva, sia che si usi il computer per lavorare, sia lo si usi per giocare, navigare o guardare film e serie. Per un computer il cui utilizzo si limita al disbrigo di incombenze lavorative e amministrative può andare benissimo un monitor non HD, ad esempio uno con risoluzione 1366 x 768 pixel. Una risoluzione superiore al Full HD, quindi Quad HD o Ultra HD, è indispensabile unicamente per chi prevede un utilizzo professionale di editing video o con programmi di grafica. Un’altra possibile indicazione d’uso è quella per chi fa del proprio computer un vero e proprio centro di intrattenimento casalingo, e desidera la migliore definizione possibile per godere al meglio di film, serie e giochi.

Supporto HDR e Dolby Vision

Praticamente tutti i monitor oggi sono dotati di High Dynamic Range (HDR), delle volte gli schermi supportano addirittura HDR10 o HDR10+. L’HDR è una tecnologia non proprietaria che consente avere su screen immagini più vivide. Compete con Dolby Vision di proprietà dei Dolby Laboratories, che supporta ben 12-bit colore, mentre HDR10+ supporta 10-bit colore, ma è più diffusa in quanto open source. Se sul vostro schermo avete HDR10 sarà sufficiente aggiornare il software, ma perché questo standard possa essere veicolato c’è bisogno di un’uscita HDMI 2.1. Infine, alcuni produttori garantiscono compatibilità con entrambe le tecnologie

Come valutare la fluidità di un monitor?

Come accade anche nel caso delle Smart TV, la fluidità, intesa come velocità dello schermo è importante, soprattutto per i gamer.

Refresh rate per le azioni concitate

Quando le immagini sono rapide, come appunto nelle realtà virtuali dei videogiochi di ultima generazione, il numero di fotogrammi che lo schermo può riprodurre per ogni secondo diventa un parametro da controllare in fase d’acquisto. Un refresh rate di 60 Hz (il valore più comune) indica che il monitor può mostrare 60 immagini al secondo, ma alcuni modelli arrivano e sfondano anche il tetto dei 120 Hz. Per la verità, oggi è possibile creare dei video con il proprio smartphone con un numero di frame superiore ai 60 Hz, perciò acquistare uno schermo con una certa velocità può essere la scelta più lungimirante.

Free-Sync e G-Sync per il gioco

Queste tecnologie di refresh rate dinamico sono rispettivamente di proprietà di AMD e di Nvidia, le maggiori aziende produttrici di schede video. Free-Sync e G-Sync sono nate negli anni 2014-’15 e hanno il ruolo di sincronizzare monitor e scheda video in modo che la differenza di velocità dei due non crei problemi di fluidità visiva all’utente. Sintomo tipico di problemi di fluidità è la disomogeneità dell’immagine, ad esempio quando risulta simile a un puzzle composto da frame provenienti da differenti momenti temporali di riproduzione di un video (tearing). Un monitor che supporti Free-Sync in alcuni casi è compatibile anche con G-Sync, ma non è vero il contrario, mentre in alcuni casi i produttori creano schermi in grado di supportare entrambi gli standard per dare all’utente la liberta di cambiare la scheda grafica preferita nel tempo. In generale, il consiglio è di scegliere un monitor che sia compatibile con la scheda grafica del vostro PC, soprattutto se è dotato di GPU AMD, data la non compatibilità con questa componente con i monitor G-Sync.

Input lag per il gaming Pro

Il lag è il tempo espresso in millisecondi che trascorre tra l’invio di un’immagine da una fonte esterna (nello specifico un PC, una console di gioco o uno smartphone) e la sua comparsa sullo schermo. Anche questo parametro interessa soprattutto i gamer, perché è fondamentale che un comando inviato dal proprio gamepad venga registrato e concretizzato sullo schermo nel più breve tempo possibile, ma nella riproduzione video un input lag elevato equivale a una cattiva sincronizzazione labiale. Valori sopra i 5 ms sono da ritenere inadatti ai giocatori, anche se dipende molto dal tipo di gioco. Ad esempio, i giochi di ruolo possono tollerare senz’altro un certo lag, a differenza dei giochi sparatutto.

Quali porte input/output ha un monitor?

È importante considerare il numero e il tipo di ingressi disponibili su un monitor, dal momento che da questo dipenderanno la resa audio e video e la compatibilità del monitor con il vostro computer e altri dispositivi che vorrete collegare al nuovo display. Vediamo separatamente quali sono i possibili ingressi di cui potreate aver bisogno e che potete trovare su un monitor.

Monitor ingressi

Ingressi video

Gli ingressi video presenti su un monitor possono variare per numero e per tipologia. Vediamo le tipologie principali:

  • VGA (o PC-RGB o D-sub 15): è un ingresso analogico quasi del tutto dismesso. Proprio perché analogico, la resa con i moderni monitor digitali non è mai perfetta, anche quando scheda grafica del computer e cavo supportano alte definizioni e frame rate elevati;
  • HDMI: uno degli ingressi digitali più diffusi e moderni, trasmette anche il segnale audio in aggiunta a quello video. È una delle due scelte preferite per collegare monitor e computer e rende al meglio quando la risoluzione supportata dalla scheda video del computer combacia con quella nativa del monitor, e le rispettive porte HDMI sono aggiornate allo stesso standard;
  • DisplayPort: l’altra scelta preferita per il collegamento tra monitor e computer, anche questo è un ingresso digitale. Anche in questo caso l’audio viene trasmesso insieme al segnale video e la resa migliore si ottiene quando risoluzione e frame rate tra computer e monitor si equivalgono. Lo standard 1.2 supporta risoluzioni fino a 3840 x 2160 px a 60 fps;
  • DVI: collegamento digitale, appartiene alla generazione precedente ai formati HDMI e DisplayPort. È analogo a questi ultimi per quanto concerne le prestazioni di trasmissione, ma a differenza dei precedenti non trasmette in genere il segnale audio (anche se ci sono alcune eccezioni). Con il formato DVI c’è grande variabilità di risoluzioni e fps supportati, per cui il risultato è meno standardizzato rispetto agli altri due ingressi digitali che abbiamo visto.

I monitor moderni tendono a dismettere la presenza di un ingresso VGA e a privilegiare la presenza di ingressi digitali: tipicamente troverete uno o due ingressi HDMI, DVI e/o DisplayPort. La vostra scelta dipenderà in larga misura da che computer avete e quali altri dispositivi vorrete collegare al monitor (ad esempio console o lettori Blu-ray). Se avete molti dispositivi da collegare al monitor contemporaneamente, un maggior numero di ingressi vi risulterà comodo.

Quali sono gli ingressi audio del monitor?

Fermo restando che, come già detto, il segnale audio viene trasmesso insieme a quello video quando si utilizzano alcune porte in particolare (HDMI e DisplayPort), in molti casi i monitor offrono anche degli ingressi audio a parte. Si tratta, nel peggiore dei casi, di un singolo ingresso per jack da 3,5 mm, o più spesso di una coppia ingresso/uscita. Solo nei modelli pensati appositamente per l’intrattenimento multimediale è possibile trovare svariati connettori per il collegamento di un impianto surround. L’utilità di queste porte è chiaramente soggettiva: molti monitor vanificano completamente la necessità di collegare delle casse o un impianto audio esterno fornendo degli altoparlanti integrati, normalmente con una potenza compresa tra i 2 e i 5 W.

Monitor controlli

 

Si può usare un monitor come TV?

È possible utilizzare un vecchio monitor come televisore, ma per farlo è necessario acquistare un decoder esterno o un sintonizzatore che sia compatibile con le connessioni video del monitor stesso (VGA, DVI o HDMI) e che possa essere collegato alla propria antenna.

Monitor come TV
Ovviamente per chi guarda quasi esclusivamente programmi presenti su piattaforme di streaming online, come Netflix, è sufficiente connettere al monitor il proprio computer e avviare da un qualunque browser i contenuti preferiti. Tuttavia, per vedere i canali in chiaro e la normale programmazione televisiva sarà necessario realizzare un impianto più ampio ed effettuare acquisti aggiuntivi.

Come si sceglie un monitor da gaming?

Chi vuole acquistare un monitor per un uso specifico come il gaming deve prestare particolare attenzione ad alcuni fattori. Oltre alla risoluzione, che dovrebbe essere il più alta possibile (purché la propria scheda video sia in grado di supportarla), è fondamentale che il monitor abbia una frequenza molto elevata (minimo 75 Hz) e un tempo di risposta minimo (i monitor migliori arrivano a un massimo di 1-2 ms).

Monitor per gaming
In caso contrario, soprattutto con i giochi d’azione, avventura o FPS di ultima generazione che richiedono prestazioni molto elevate, si rischiano effetti di ghosting, che rendono le immagini in movimento poco nitide e possono rovinare completamente l’esperienza di gioco. Va notato, però, che la fluidità di un videogioco non dipende esclusivamente dal monitor che si utilizza, ma anche, in una certa misura, dal titolo stesso e dal livello di ottimizzazione per le console più recenti.

Come si pulisce un monitor?

I monitor sono dispositivi relativamente delicati, per cui è molto importante sapere come pulirli senza rischiare di danneggiarli. Il problema più comune, e anche il più facile da risolvere, riguarda l’accumulo di polvere sulla superficie dello schermo. In questo caso, per rimuoverla è sufficiente utilizzare un semplice panno in microfibra: meglio sceglierne uno di qualità, dato che molti prodotti economici tendono a perdere pelucchi che possono incastrarsi tra il pannello e il telaio del monitor. Le cose si fanno più complesse se sullo schermo sono presenti ditate o schizzi di qualche bibita consumata davanti al computer. Per rimuovere questo tipo di macchie e aloni, va sempre utilizzato un panno in microfibra, ma abbinato a un prodotto apposito per la pulizia dello schermo.

Monitor pulizia
In commercio se ne trovano moltissimi, l’importante è che non contengano alcun solvente particolarmente forte (come l’alcol), dato che potrebbe danneggiare lo schermo. Prima di procedere alla pulizia, il monitor deve essere spento e scollegato dal computer, per evitare che in caso di incidenti il liquido detergente possa danneggiare il sistema di alimentazione di entrambi i dispositivi. È poi sufficiente spruzzare il liquido sul panno (basta una piccola quantità, altrimenti si rischiano aloni) ed esercitare movimenti circolari, ovviamente facendo una minima pressione.

Dove va gettato un monitor vecchio?

Lo smaltimento dei monitor segue le normative predisposte per i rifiuti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche ed Elettriche). Rientrano nella categoria R3 e, prima di gettarli, va verificato se sono prodotti riciclabili o meno, per verificare poi quali sono le procedure approvate dal proprio comune di residenza. È anche possibile consultare il sito web del Centro di Coordinamento RAEE per trovare maggiori informazioni riguardo le corrette procedure per smaltire il vecchio monitor.

Monitor riciclaggio
Talvolta, nel caso in cui si voglia comprare un nuovo modello in un negozio fisico, è anche possibile consegnare direttamente il prodotto obsoleto al commerciante, ma anche in questo caso è necessario informarsi preventivamente con i gestori del negozio. In ogni caso, un monitor è un prodotto che non deve essere mai gettato in un normale cassonetto dell’immondizia: si tratta di un rifiuto speciale potenzialmente molto inquinante che va trattato con attenzione.

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Dati tecnici

Tipologia

Pivot

Curvo

Pivot

Touchscreen

Portatile

Dimensioni schermo

27 ''

27 ''

27 ''

21,5 ''

15,6 ''

Risoluzione

3.840 x 2.160

1.920 x 1.080 px

3.840 x 2.160 px

1.920 x 1.080

1.920 x 1.080 px

Tecnologia schermo

LCD IPS

LCD VA

LCD IPS

LCD IPS

LCD IPS

Refresh rate massimo

60 Hz

60 Hz

144 Hz

75 Hz

60 Hz

Input lag

(risposta) 5 ms

4 ms

1 ms

7 ms

n.d.

Porte HDMI

1x2.0

1.4

1x2.1

1x1.4

1

Porte analogiche

Mini-jack 3,5 mm

VGA, Mini-jack 3,5 mm

Mini-jack 3,5 mm

VGA, Mini-jack 3,5 mm

Mini-jack 3,5 mm

Porte digitali

Mini DisplayPort 1.2, Display Port 1.4

n.d.

Display Port 1.4

Mini DisplayPort 1.2, HDMI

Display Port 1.2, Mini HDMI

Porte USB

5xA, 2xC 3.0

n.d.

3x3.0

1xA 3.2 Gen 1

1xC

Caratteristiche

FreeSync, Riduzione luce blu, Flicker-free

FreeSync, Riduzione luce blu, Flicker-free

HDR 10, Flicker-free

Riduzione luce blu, Flicker-free, Antiriflesso

Antiriflesso

Classe energetica

F

F

F

E

C

Punti forti

Certificato Energy Star

Prezzo contenuto

Buono per gaming

Si inclina fino a 90°

Kensington

Tante porte USBA/C

Buona risoluzione

Audio DTS:X

Tempo di risposta 4 ms

Portatile (700 g)

Compatibile con i contenuti HDR

FreeSync Premium e G-SYNC

Include cavo HDMI

Tante porte

Porta RJ45

Kensington

Porte audio

Punti deboli

Trasferimento dati via USB solo standard 2.0

Poche connessioni disponibili

Nessuna porta Thunderbolt

Non supporta contenuti HDR

Tempo risposta 7 ms

Porta audio solo per speaker non per cuffie

Nessun altoparlante

Diagonale non ampissima

Solo 1 USB

Picco 250 nit

HDMI standard vecchio

Copertura sRGB (tipica) 64%

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